Cerimonia di festa, con la comunità di volontari e donatori, per il ritorno del Crocifisso al Tempio

Partecipata cerimonia domenica 22 ottobre al Tempio Internazionale del Donatore per festeggiare il rientro del crocifisso ligneo quattrocentesco, ricollocato dopo un delicato intervento di restauro che ha richiesto oltre un anno e mezzo di lavoro per riportare l’opera al suo antico splendore grazie alla competenza della storica dell’arte e restauratrice Valentina Piovan, con il contributo del FAI e di Intesa Sanpaolo.

 

A celebrare il ritorno a casa dell’opera, numerosi volontari delle associazioni del dono. I banchi affollati, i labari schierati sull’altare in un simbolico abbraccio al Tempio. La messa, celebrata dal rettore, don Bruno Faggion, è stata l’occasione per riunire la comunità attorno ad una riflessione di pace, ricordando i passi del Vangelo che rievocano la sofferenza di Cristo in croce e il messaggio di speranza all’umanità. Valori che il crocifisso rinascimentale, ora tornato a casa, rievoca in tutta la bellezza artistica e simbolica.

 

Dopo la benedizione dell’opera, la cerimonia religiosa, allietata dalle preziose voci del coro vittoriese “Gli Sconcertati”, è stata accompagnata da una serie di saluti istituzionali e da parte dei presidenti delle associazioni del dono, tra le quali Avis, Fidas, Fratres, Admo, mentre il vicesindaco di Valdobbiadene, Pierantonio Geronazzo ha ricordato l’importanza del Tempio per la collettività. Apprezzati e condivisi anche gli interventi di Maurizio Bonotto vicepresidente di Avis Nazionale, Vanda Pradal presidente di Avis Regionale del Veneto, Luciano Verdiani vicepresidente di Fratres Nazionale, Angelo Valente in rappresentanza di Fidas Nazionale.

A dare il loro apporto al progetto, accanto a FAI e Intesa Sanpaolo, infatti, anche le cinque associazioni del dono Avis Nazionale, Avis Regionale Veneto, Avis Provinciale Treviso, Fidas Regionale Veneto, Aido Nazionale, l’azienda locale Veneto Vetro e l’emittente Valdo TV.

«Ci siamo presi cura di un’opera eloquente. Il crocifisso racconta molto della storia del nostro territorio, della tragedia vissuta durante la Prima Guerra Mondiale quando vegliava sulle salme dei soldati caduti al fronte. Alla luce della storia vissuta, il crocifisso testimonia a tutti noi che il sangue non va versato, ma donato. L’opera restaurata costituisce di per sé un monito contro l’inutile spargimento di sangue e violenza causato da tutte le guerre» ha sottolineato Gino Foffano, presidente dell’Odv Tempio Internazionale del Donatore.

L’intervento di restauro, avviato nel marzo 2022 e terminato a settembre 2023, è stato proposto dall’ODV Tempio Internazionale del Donatore e realizzato grazie al contributo messo a disposizione da FAI e Intesa Sanpaolo e al coinvolgimento di associazioni e aziende partner, nell’ambito del X censimento “I Luoghi del Cuore” 2020 che ha visto il Tempio al primo posto nella classifica regionale del Veneto con 7.419 voti raccolti.

La giornata di festa è proseguita anche nel pomeriggio. Dopo il brindisi benaugurale, le visite guidate con i volontari dell’Odv Tempio per il pubblico interessato a conoscere da vicino la storia del Crocifisso, il suo restauro e il significato più profondo dell’opera.

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